Qualsiasi confettura di SiGi che voi pigliate ha al fondo il retrogusto della fatica e l’inebriante sfumatura di sogno che li ha portati dopo 25 anni quì
La visciola perchè? Perchè la ciliegia coltivata andava al padrone per poter comprare le scarpe al figliolo e l’amarena selvatica era quello che restava al contadino: ecco che lui ha recuperato tutto quello che è civiltà contadina profonda e l’ha elevata a PRODOTTO STRAORDINARIO.
Buongiorno a tutti, siamo orgogliosi di dirvi che la nostra azienda e in particolare la nostra confettura di giuggiole è stata scelta dalla Delegazione per la Presidenza Italiana del G20 per essere donata ai partecipanti al Summit dell’Agricoltura a Firenze il 16 settembre 2021
I nostri 25 anni a difesa della biodiversità sono molto importanti per un futuro di agricoltura sostenibile
Gli ingredienti sono tre, molto semplici: giuggiole mature, vino, più specificatamente Trebbiano, e zucchero. Lungo e complesso, invece, è il procedimento. Occorrono quattro anni, tra prima macerazione, fermentazione, maturazione, decantazione, filtrazione e quelle fasi ulteriori proprie di un procedimento enologico. «Due sono le difficoltà più grosse: la separazione della massa fermentata, tanto densa, oleosa quasi, e la chiarifica» racconta il produttore che, negli anni, la sua chiave di volta l’ha trovata. Gelosamente Silvano la custodisce. Dattero, fico secco, melata di bosco: in bocca, la giuggiola matura, sa di questo. Il Giuggiolone, color ambra lucente, restituisce quei sapori, unitamente a quelli del cioccolato fondente e del miele di castagno.
Frutti&Mare: una tavolozza da mangiare Ideato da Chef Giorgio del Ristorante Della Rosa di Sirolo Fantastico per tutta l’estate I crudi di mare abbinati ai frutti di SiGi sorprendono il palato in un’armonia di gusto: ostrica e confettura di pomodoro verde, scampo e fico intero in agrodolce, la tartare di tonno con la visciola al […]
Il dessert è composto da un semifreddo alla mela Rosa in pietra con la sua gelée, un breton al farro e noci, un cremoso al cioccolato bianco e delle visciole al sole.
Il semifreddo esalta la mela rosa in pietra attraverso l’accostamento con le visciole, l’utilizzo della farina di farro biologica “Mulino Bravi” e le noci, ingredienti da sempre utilizzati nel nostro territorio montano e collinare.
La delicatezza della mela viene accompagnata in bocca dall’acidità della visciola e dalla croccantezza delle noci e dal farro, con il suo profilo gustativo caratteristico, che si sposa bene con la dolcezza del semifreddo. Il cremoso al cioccolato bianco completa il piatto.
Pera Angelica di Serrungarina in un dessert che rimane nel cuore e nella memoria. La relazione dell’Alberghiero s. Marta di Pesaro Siamo la classe 3 A (oggi 4° A) dell’IPSSAR “S. Marta” di Pesaro. Siamo stati coinvolti nel concorso “Biodiversità in cucina, siamo arrivati al dolce” che ha come obiettivo principale la valorizzazione della biodiversità […]
Nella regione Marche li chiamiamo morici, nome che si avvicina alla famiglia a cui appartiene ovvero le Moracee, altro non sono che le More del Gelso nero (detto anche moro nero). Un frutto poco conosciuto che nasce da una albero caducifoglio, chiamato sempre al plurale quì da noi, vuoi perché è un frutto piccolo, vuoi […]
Rugni, speragne e crespigne (meglio conosciute come cicoria, speragne e crespigne) sono erbe di campo spontanee che si possono scottare con vino e aceto e ripassare poi in pentola con delle spezie. I rugni L’uso della cicoria in cucina ha delle origini antichissime: il suo nome, infatti, deriva dal greco kichora e significa “andare per […]
Abbinamenti golosi e gustosi per darti un idea in più in cucina ma con semplicità Un cremoso caprino con la confettura di Pomodori Verdi? Ottimo ma dove sta l’originalità? Beh signori, si tratta niente popo di meno che di un Gelato! Creato dai fantastici ragazzi dell’Albero dei Gelati Una pizza con il lievito madre, il […]











