La potatura degli alberi da frutto

Sembra che quando si pronunci la parola “potatura” s’inneschi una sorta di alone di mistero e solitamente chi ne sa parecchio in campo di agronomia rimane spesso immobile nella paura di sbagliare mentre chi ne sa poco rischia di tagliuzzare tutta la pianta perché non sa riconoscere i rami secchi. Eppure la potatura è una pratica che nei secoli si è sempre ripetuta senza particolari variazioni, quindi è probabilmente uno solo il consiglio da dare: imparate sul campo da qualcuno che ha esperienza e prendetevi del tempo per ascoltare e aiutare così piano piano anche voi potrete dire di avere esperienza e potrete continuare da soli.

Visto che ormai lo facciamo da anni proverò a scrivere qualche consiglio accumulato nel nostro bagagliaio per provare a rendere meno lontana la teoria dalla pratica.

Perché si pota?

La potatura è una pratica molto importante per chi coltiva piante da frutto ed è essenziale per far vivere bene la pianta, evitare alcune malattie e soprattutto per avere frutti sempre più buoni e grandi.

 

Quando?

Normalmente viene effettuata nel periodo in cui la pianta è tranquilla a riposo, così non le daremo troppo fastidio e non rischieremo di stressarla troppo per ripensare a come ridistribuire il suo cibo senza alcuni rami. Quindi nel periodo dall’autunno a inizio primavera. Visto che dobbiamo pensare anche alla salute di chi pota e non vorremmo mai che si prendesse una polmonite sotto la pioggia e il freddo, direi che solitamente  sia novembre che febbraio-marzo sono dei mesi particolarmente adatti. Il mese più adatto però, si decide anche in base alla tipologia di pianta.

Come?

Immaginate una pianta come la testa di una persona in cui il tronco è il cervello e i rami sono i mille impulsi che generano i pensieri. Quando pensiamo a troppe cose diverse e lontane o nello spazio o nel tempo non riusciamo a concentrarci sul qui e ora: ecco quindi che i rami troppo lontani dalla testa della pianta, i rami secchi e vecchi, disperdono le energie proprio come succede a noi con i pensieri. Tagliare i rami secchi, accorciarne altri e tagliare quelli troppo verticali e quelli che ricadono verso l’interno aiuterà la pianta a concentrarsi e a dare meno frutti ma più belli, più sani e più buoni.  Proprio come a noi servirebbe con i pensieri, non trovate?

Un’altra cosa importante riguarda il vigore del ramo: si potrebbe pensare che i rami più piccoli ed elastici non servano invece è vero proprio il contrario, sono infatti quelli piccoli, quindi nuovi e spesso ricurvi verso l’esterno che portano più frutti.

Dove?

Bisogna tagliare poco sopra la gemma con un’angolazione obliqua e rivolta verso il basso dalla parte opposta della gemma, normalmente cerchiamo di non tagliare il ramo a metà, meglio tagliare alla biforcazione con un altro ramo.

 

Come avete potuto capire sono tante le variabili che entrano in gioco è per questo che la potatura si decide in campo e non su un libro ed è molto meglio essere affiancati da qualcuno più esperto di voi ed affidarsi anche un poco all’istinto: non abbiate paura, sono piccole ferite che fortificheranno la pianta.

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